Ognuno fa quello che può, quel che è capace di fare. Ognuno manifesta i propri sentimenti così come gli riesce: con le parole o con le azioni. Il brano evangelico di questa domenica ci racconta che Marta ha ospitato Gesù in casa sua e gli ha offerto il suo amore preparandogli un buon pasto.
Sua sorella Maria, con lo stesso amore, ha offerto a Gesù il suo ascolto. Non è assolutamente il caso di stabilire una graduatoria: credo che Gesù abbia accolto con gratitudine tutte e due queste attenzioni. Però Marta ha sbagliato quando ha cercato di distogliere Maria dall’ascolto di Gesù. Il suo modo (di Marta) di accogliere Gesù non era l’unico possibile, anche se per quel tempo era scandaloso che una donna si sedesse ai piedi di un maestro per ascoltarlo: era un privilegio riservato ai maschi.
Maria non si è messa in ascolto di Gesù per rivendicare un diritto o per acquistare conoscenze, ma gli ha offerto il suo ascolto come Marta gli ha offerto la sua casa e la sua tavola: gli ha dato il suo tempo e la sua attenzione sincera, quell’attenzione che tante volte Gesù non ha trovato in chi ascoltava le sue parole solo per trovare motivi di accusa, e neppure nei suoi discepoli che tanto spesso non lo capivano. Gesù apprezzava la buona tavola, tanto che i suoi nemici dicevano di lui che era “un mangione e un beone”, ma aveva anche tanta fame e sete di ascolto, non per sentirsi apprezzato, non perché fosse a caccia di “like” come gli influencer, ma per condividere il dono che gli era stato affidato.
Oggi ci sono tante persone che hanno bisogno di un tetto e di un pasto, ma hanno anche bisogno di sentirsi capiti e non essere giudicati per il loro aspetto o la loro provenienza. Ospitare significa condividere la propria casa e il proprio nutrimento, ma più in profondità significa fare di sé uno spazio per l’altro proprio attraverso l’ascolto, essere casa per gli altri, offrire loro tempo, presenza, attenzione e parola. Ascoltare perciò è ospitare, farsi dimora per l’altro, accoglierlo in sé.
Il samaritano di domenica scorsa si è fatto prossimo perché ha saputo ascoltare la richiesta di aiuto (inespressa a parole) di quell’uomo assalito dai briganti. Da questo comprendiamo che non si possono contrapporre l’azione e l’ascolto, Marta e Maria: un’azione giusta, appropriata, deve nascere da un ascolto vero, altrimenti rischia di non essere centrata o addirittura di diventare una prevaricazione.
La fede stessa – secondo San Paolo – proviene dall’ascolto (cf. Rom 10,17) della parola di Cristo: quanta religiosità è solo un’imitazione, una caricatura della fede cristiana, nutrita di parole che non vengono dal Vangelo o ne distorcono il senso.
Solo un vero ascolto ci permette di ospitare il Signore nella nostra vita, nella sua parola e nella persona di coloro che hanno bisogno del nostro aiuto.
Meditazione 16^ domenica del tempo ordinario 20/07/2025
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