Meditazione Assunzione B.V. Maria 15/08/2025

La solennità dell’Assunzione della beata vergine Maria prevede la lettura di due vangeli diversi nella Messa della vigilia e in quella del giorno. Il brano della vigilia è brevissimo e dice che mentre Gesù parlava alle folle, una donna gridò: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (cf. Lc 11,27-28).
I predicatori di un tempo, e perfino alcune edizioni della Bibbia, intitolavano questo brano “Elogio di Maria” per sottolineare che certamente Maria non si era limitata a generare fisicamente Gesù, ma più di tutti gli altri discepoli e discepole aveva accolto e messo in pratica il Vangelo.
È quanto mai opportuno che in questa solennità teniamo presenti questi due versetti perché da una parte è vero quanto dice il prefazio della Messa di oggi: «In Maria, primizia e immagine della Chiesa, tu, o Dio, hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza». Ma d’altra parte è anche vero che questo è stato il punto di arrivo della vita di Maria, preceduto da un lungo cammino di obbedienza e scoperta della volontà di Dio sempre nuova, sempre sorprendente, sempre spiazzante. Contemplare la gloria di Maria assunta in cielo, “al di sopra delle creature angeliche e terrestri”, non deve farci dimenticare che prima, durante la sua vita mortale, ha camminato come noi nella fede e non nella visione. Sant’Agostino, ripreso da San Leone Magno, disse che Maria concepì prima nella mente che nel grembo: «prius concepit mente quam ventre» (Sermo 215,4), ma non nel senso che fin dall’inizio, dall’annuncio dell’angelo, avesse già capito tutto della missione sua e del suo Figlio. Fin dall’inizio la sua disponibilità alla volontà del Padre è stata totale, eppure ha continuato a crescere per tutta la sua vita proprio perché le era richiesto di fidarsi e accettare anche ciò che in certi momenti non capiva. Questa è la vita cristiana ed è stata anche la vita di Maria: ascoltare la parola di Dio, con fiducia, e metterla in pratica.
Contemplare la gloria di Maria ci aiuta a comprendere anche la nostra vocazione e la grandezza delle promesse di Dio, perciò questa solennità è davvero “motivo di consolazione e di sicura speranza” per noi. Ma non dobbiamo limitarci ad ammirare e lodare la Madonna.
Finché dal nostro divano ammiriamo i campioni sportivi o le star dello spettacolo senza muovere un dito, poco importa. Le grandi performance sportive o artistiche regalano emozioni forti anche a coloro che in queste cose non sono molto dotati. Invece l’assunzione al cielo in corpo e anima di Maria santissima annuncia quello splendore che ci attende al termine di un cammino che però va percorso, come lo ha percorso lei. Forse tra lei e noi c’è una differenza di valore paragonabile a quella che c’è tra noi e i campioni delle olimpiadi o le star internazionali, ma la vita cristiana non è una gara che premia i migliori: è un cammino di salvezza che ci tira fuori da un mondo di peccato per farci arrivare alla pienezza della vita, lì dove la vergine Maria è già arrivata e ci attende.


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