Meditazione 12^ domenica del tempo ordinario 21/06/2026

“Non abbiate paura”. Dopo aver inviato gli apostoli in missione e aver predetto che incontreranno persecuzioni violente – addirittura mortali – Gesù dice loro: “Non abbiate paura”.
La paura, come tutti gli altri sentimenti, è a servizio della vita: ci rende prudenti e ci impedisce di essere avventati. A volte però ci blocca, ci impedisce di “fare la cosa giusta”, si oppone ai desideri migliori, quelli che danno pienezza alla vita.
Si può avere timore di tante cose. Mi ricordo che dopo l’incidente ho incontrato un carissimo amico, don Pierluigi Barzon che si era ammalato di un male che poi gli fu fatale: parlando insieme, con tutta la sincerità che ci permetteva l’amicizia, ci siamo detti che lui doveva affrontare la paura della malattia e della morte, e io la paura della vita, cioè di dover vivere in questa nuova condizione. Ma anche se avevamo due paure così diverse, praticamente opposte, quella che veniva messa alla prova era la stessa cosa: la nostra fiducia in Dio. Come sarebbe stato il nostro futuro? Cosa sarebbe successo domani?
Don Pierluigi ha vinto la paura della morte e ha continuato il suo ministero finché ha potuto, dando con generosità tutto quello che poteva dare, fino alla fine. Avrebbe potuto chiudersi in se stesso, amareggiato e scontento, rinunciando a vivere anche quelle possibilità e quella parte di ministero che ancora gli era possibile, invece si è consegnato con fiducia nelle mani di Dio, dando esempio di coraggio a tante persone che vivevano situazioni difficili.
“Non abbiate paura”, dice Gesù, se il corpo muore, perché l’anima – cioè la vita – non muore col corpo: è più grande e più forte. Dio custodisce la nostra vita nelle sue mani e – dice ancora Gesù – per questo dobbiamo avere timore di lui.
Questo ci può sorprendere o addirittura scandalizzare: “Ma come? Dobbiamo avere paura di Dio?
Non è buono e misericordioso? Non è nostro Padre e Madre?”.
Ma il timore di Dio non è come la paura umana: questa sorge spontanea davanti a un pericolo o a una possibile perdita. Il timore di Dio invece lo si apprende quando consideriamo tutti i suoi doni e le possibilità che ci apre davanti: è il timore di sprecare questi doni, di vivere una vita inautentica.
Se Dio è il bene, la bellezza, la pienezza, la generosità… se Dio ci dona sempre nuove possibilità, nonostante i nostri errori, possiamo sentire il timore di non corrispondere a un amore così grande.
Come dice un salmo: “Presso te è il perdono, perciò avremo il tuo timore” (Sal 130,4). Non è il timore del castigo, ma il timore di ferire ancora chi mi ha perdonato.
Qualcuno ha contato le volte in cui nella Bibbia ricorrono espressioni come “non temere”, “non temete”, “non avere paura”, “non abbiate paura”: sono 365. Io non le ho contate, ma mi fido: mi piace pensare che ogni giorno la parola del Signore mi incoraggi a uscire dalle mie sicurezze e a sfidare le mie paure.


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