Meditazione 2^ domenica di Pasqua 01/03/2026

Dopo l’incidente, per molti mesi non sono più riuscito a muovere nessuna parte del mio corpo: oggi per fortuna riesco a muovere un po’ il braccio sinistro col quale riesco a fare molte cose. Nei primi mesi però ero completamente bloccato e una delle attività che mi mancava di più era la lettura. Così mi hanno consigliato gli audiolibri, cioè libri che si possono ascoltare perché vengono letti dall’autore o da qualcuno che ha una bella voce e pronuncia. Non ci sono mai riuscito, purtroppo, perché all’inizio non riuscivo a fermare e far ripartire la registrazione quando volevo io, e anche adesso posso sì soffermarmi, tornare indietro e ripartire, ma non con la stessa libertà permessa dalla lettura. Gli audiolibri sono molto apprezzati da chi non può leggere per problemi alla vista, da chi passa ore in macchina, da chi stira o deve fare lavori che non impegnano troppo la testa… ma resta il fatto che ascoltare a lungo è impegnativo, richiede attenzione e dedizione perché il ritmo lo impone chi parla, e chi ascolta deve in un certo senso “obbedire”: se a un certo punto si mette a seguire i propri pensieri, perde tutto quello che l’altro sta dicendo e non può recuperarlo. I nuovi social media hanno un grande successo anche perché sono tutti basati sulle immagini che forniscono tantissime informazioni contemporaneamente e ti danno l’illusione di sapere e capire (anche se magari sono ritoccate o addirittura create artificialmente). Si possono guardare immagini di tutti i tipi per ore senza stancarsi, mentre invece ascoltare è molto più faticoso e richiede molta più attenzione.
Anche Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte hanno visto qualcosa di bellissimo e avrebbero voluto rimanere lì, ma la voce del Padre ha detto: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». Ascoltarlo era difficile: anche se ci provavano, molte volte non lo capivano. Guardarlo mentre era trasfigurato e pieno di luce era facile e gratificante; ascoltarlo era molto più faticoso.
In realtà l’ascolto di Gesù è difficile anche adesso per noi, per me: bisogna trovare il tempo e la disponibilità interiore (non si possono fare altre cose contemporaneamente ed è difficile non pensare a quello che si farà dopo); bisogna lasciar cadere quello che si sa già, ma non è detto che ogni volta si avranno intuizioni nuove; bisogna rispettare quello che dice la pagina della Scrittura, ma non fermarsi all’analisi del testo perché oggi il Signore può voler dire qualcosa a me attraverso il brano che ho letto. Ascoltare è difficile anche perché siamo sempre di corsa, o per necessità, o perché la vita ci offre tante possibilità e le vogliamo cogliere tutte, o almeno la maggior parte.
Per ascoltare bisogna fermarsi, mettere per un po’ da parte se stessi, rinunciare a fare altro che potrebbe essere più vantaggioso o divertente. Anche per questo la Messa è sempre meno frequentata: le celebrazioni non sono eccitanti, non soddisfano la curiosità, sono sempre più o meno uguali. L’ascolto è difficile e se il prete non ha niente da dire, ma lo dice lo stesso, si può pensare che non ne valga la pena…
Le rinunce quaresimali potrebbero essere finalizzate proprio a questo: sospendere qualche attività – anche se in sé buona o ottima – per dare tempo e disponibilità all’ascolto, in obbedienza al Padre che ci dice di ascoltare Gesù. Ascoltare gratuitamente, senza la pretesa di ricevere chissà quale intuizione; ascoltare solo perché questa è la strada per arrivare un giorno a vedere Dio.


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