Meditazione Ascensione 17/05/2026

[Gesù] “è salito al cielo e siede alla destra del Padre”: sono parole del Credo, della nostra professione di fede. È un linguaggio tratto dall’immaginario degli antichi, per i quali il cielo era la dimora di Dio, il re dell’universo. Come e più dei sovrani terreni anch’egli certamente doveva avere una sala del trono, incomparabilmente più bella e grande di quelle terrestri. Nelle visioni di alcuni profeti, Dio sedeva “su un trono alto ed elevato”, circondato da un esercito di angeli (il “Signore degli eserciti”), e anche nella sala del trono di Dio, come in quelle di allora, il seggio alla destra del re era il posto d’onore riservato al visir o primo ministro.
Gesù ha posto fine alla sua missione terrena, dopo la sua risurrezione, con questo segno: salire in cielo dopo aver detto ai suoi discepoli: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra», come abbiamo ascoltato nel Vangelo di oggi. Nell’arte, questo annuncio è stato tradotto anche con la potente immagine di Cristo pantocratore, che vuol dire “sovrano di ogni cosa, onnipotente”. Per secoli e secoli il potere ce lo siamo immaginati così: un trono sul quale sta seduto colui che comanda, mentre tutti gli altri stanno in piedi, pronti a ubbidire ai suoi ordini.
Forse oggi faremmo ricorso ad altre immagini per cercare di esprimere il potere di Cristo risorto, ma se anche noi, come gli antichi, lo paragonassimo ai poteri umani che conosciamo, ai capi delle superpotenze o delle grandi multinazionali, questo ci porterebbe nella direzione sbagliata.
Lasciamo agli antichi le visioni dell’esercito celeste e dell’oro: armamenti e ricchezze erano, sono e saranno sempre la base dei poteri umani, ma non del potere di Dio. Incutendo paura si può imporre la propria volontà con la forza (delle armi), oppure si può far leva sul bisogno o sull’avidità dando soldi in cambio di ciò che si vuole ottenere. Il potere di questo mondo può dare la morte, ma non la vita e in questi ultimissimi anni, forse ancor più che in passato, ci accorgiamo di quanto questo potere nelle mani di pochissimi individui possa essere distruttivo. Dio invece non uccide, non ricatta, non compra e non corrompe, per questo il mondo non si accorge nemmeno di lui, o al massimo usa in modo blasfemo il suo Nome per rafforzare i propri interessi. Invece il potere di Dio fin da principio è dare la vita, non la morte; infondere fiducia, non paura; sostenere la ricerca del bene e relazioni libere, non basate sull’interesse.
Adorare e onorare Cristo salito al cielo e seduto alla destra del Padre significa professare la nostra fede che Gesù, nato e vissuto in povertà, privo di ogni potere di questo mondo e alieno da ogni violenza, ucciso dai capi politici e religiosi del suo tempo, dopo aver ricevuto e usato nella sua vita il potere divino di guarire e scacciare ogni male, grazie alla potenza di Dio ha fatto ciò che nessun potente di questo mondo può fare: ha vinto la morte e con la forza della sua parola vissuta e praticata da coloro che credono in lui e lo amano sta guidando misteriosamente ma realmente la storia umana verso il suo compimento.
Dei potenti di questo mondo restano solo i loro mausolei; invece Cristo risorto vive in eterno e la sua parola ha il potere di continuare a generare vita e portare pace. Quel cielo nel quale è asceso non è lontano da noi, ma è in noi se accogliamo la sua presenza e viviamo secondo la sua parola.
Allora il suo trono alla destra del Padre, la sua potenza divina, agisce e si dispiega nella nostra vita secondo la sua volontà.


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