Meditazione Assunzione della B.V. Maria 15/08/2026

Celebriamo l’assunzione al cielo di Maria santissima, in anima e corpo. ‘Assumere’ è una parola che può avere vari significati, ma fondamentalmente vuol dire “prendere”, “fare proprio”, mentre la parola ‘cielo’ in questa frase è sinonimo di ‘Dio’. Al termine della sua esistenza terrena, non solo l’anima, lo spirito di Maria è stato accolto da Dio, ma anche il suo corpo risorto e glorioso, come avverrà per tutti noi al ritorno del Signore Gesù. Anche il corpo umano, anche la materia, in qualche modo è stata assunta, fatta propria da Dio.
In realtà, questo era già avvenuto prima, con l’incarnazione: il Figlio di Dio, il Logos eterno, aveva assunto, fatto proprio un corpo umano, anzi tutta intera una natura umana, spirito, anima e corpo.
Ma questo era avvenuto precisamente nel corpo della vergine Maria, di lei che aveva dato il suo consenso e aveva offerto tutta se stessa al desiderio di Dio: “Avvenga di me secondo la tua parola” (Lc 1,38).
Questa dedizione, questa obbedienza, l’ha vissuta nel proprio corpo (c’erano forse alternative?): le fatiche quotidiane, la gioia, il dolore e tutti i sentimenti, gli incontri e perfino la preghiera più intima… Tutto viviamo come esseri corporei. Non siamo puri spiriti né intelligenze artificiali: in questi giorni di caldo opprimente ci accorgiamo di come il corso dei nostri pensieri, anche di quelli religiosi, è modificato da qualche grado in più o in meno nella temperatura dell’ambiente, come pure dalla digestione, dal sonno, dai ricordi, dal pensiero delle prossime incombenze e da tanto altro.
Tutta la nostra realtà corporea – bisogni, ormoni, fatiche, malattie – risulta pesante e ci tiene ben incollati alla terra, al mondo materiale di cui facciamo parte. Come possiamo elevarci fino al “cielo”, fino a Dio? Non distaccandoci dalla realtà quotidiana, perché è impossibile, ma come Maria, attraverso una dedizione vissuta nel corpo, una obbedienza a Dio che assume in sé le fatiche, le pesantezze e i ritardi che ci affliggono, ma anche le gioie, le energie e gli slanci che ci animano.
Oggi celebriamo l’evento col quale Dio ha assunto, ha accolto in sé il corpo della beata vergine Maria al termine della sua vita terrena. E come ha glorificato il corpo di Cristo risorto, così glorificherà anche noi, non come puri spiriti, non come angeli, ma come esseri corporei trasfigurati.
Non sappiamo come saremo trasformati e come sarà la vita eterna; sappiamo solo che anche per noi vale quel che la Lettera agli Ebrei dice di Gesù: “Entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà»” (Eb 10,5-7).
Questo nostro corpo, meraviglioso e imperfetto, è ciò che Dio ci ha preparato e donato per fare in questo mondo la sua volontà, e un giorno sarà trasfigurato per farci entrare nell’eternità.


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