Meditazione Giovedì Santo 02/04/2026

Da ottobre scorso ho cominciato a celebrare la Messa una volta al mese al venerdì pomeriggio con i bambini di quarta e quinta elementare, visto che molti di loro a Messa la domenica non ci vanno quasi mai. Alcuni di loro sono incuriositi, altri annoiati e distratti. Li capisco bene, perché anch’io alla loro età – o forse quando ero un pochino più grande – mi annoiavo parecchio. Però, anche se non capivo il senso dei riti, ho continuato a partecipare e tanti anni dopo ho iniziato a capire qualcosa di questo grande dono che Gesù ci ha fatto. Forse ancora oggi ne capisco solo una piccola parte, ma questo “poco” ha riempito la mia vita.
Ai bambini cerco di trasmettere idee semplici, sperando che non si fermino alle idee, ma vadano al di là di esse, entrando nel mistero, nella realtà di ciò che Dio vuole donarci.
La prima cosa che dico loro, quando arrivano in chiesa, è che stiamo entrando nel cenacolo con Gesù e gli apostoli. Il rito ha questa funzione: farci superare lo spazio e il tempo per metterci in grado di ricevere qui e oggi quel che Gesù ha donato tanto tempo fa in un luogo lontano. Le tante chiese cristiane hanno riti diversi e nel corso dei secoli anche i riti di ciascuna di esse possono cambiare: qualcuno si affeziona alla bellezza di certi riti e lo si può capire, ma il loro contenuto è infinitamente più importante e una volta che abbiamo ricevuto il dono, la bellezza della confezione diminuisce di importanza. Attraverso riti più o meno fastosi o sobri ci è dato di rivivere il momento in cui Gesù, per amore nostro, si è consegnato alla morte. I suoi nemici lo hanno catturato, legato e inchiodato alla croce: pensavano di averlo completamente in loro potere, mentre invece il suo corpo e il suo sangue erano già donati a noi. La cattiveria degli uomini ha cercato di strappargli la vita, e invece lui l’ha donata.
Quando comincia la Messa noi possiamo entrare, misteriosamente ma realmente, nel cenacolo con Gesù e insieme agli apostoli farci nutrire dall’amore che lo ha portato sulla croce a soffrire con il suo corpo e a versare il suo sangue.
E oggi, in particolare, riviviamo un altro gesto del Signore che è avvenuto nel cenacolo: la lavanda dei piedi. Con questo gesto Gesù ci vuol dire che ci vuole bene e ha cura di noi. Si mette non solo al nostro livello, ma addirittura più in basso, ai nostri piedi. Lavando i piedi sporchi dei suoi discepoli Gesù ha fatto capire che non ha paura né gli ripugnano i nostri difetti e i nostri peccati: ci lava, ci accarezza… si prende cura di noi con amore. E questo non lo fa soltanto questa sera, ma ogni volta che celebriamo la Messa: entriamo nel cenacolo con lui e riascoltiamo le sue parole con le quali ci comunica la sua misericordia, il suo perdono e il suo amore.
Domani ascolteremo il racconto della passione e contempleremo lo strazio della crocifissione, ma stasera il Signore ci chiama con sé, si prende cura di noi, ci fa sedere alla sua tavola e ci fa capire che la terribile violenza alla quale sarà sottoposto lui l’ha già vinta con il suo amore e il suo perdono. Ci ha donato tutto se stesso al di là di ogni limite, oltre il dolore e la morte, per farci dono della vita vera, quella che lui già vive con il Padre suo e che un giorno anche noi vivremo, se accogliamo il suo dono.


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